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RilovaElvira,


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lettere non scritte

ANTONIO AGRESTI

Lives and works at ROMA

Born 23/03/1961

Curriculum

Antonio Agresti è nato in provincia di Latina ma è cresciuto a Napoli dove si è laureato in Architettura. Nel 2004 inizia a realizzare collage di carta di giornale di piccole dimensioni e dal 2012 i manifesti murali diventano la materia prima per i suoi collage. Nell'anno successivo si propone al pubblico con la sua prima mostra. Nel 2016 chiude la sua esperienza nella pubblica amministrazione per organizzare diversamente la propria vita e l'attività artistica. Antonio Agresti, che firma i suoi collage come Agre, ha esposto in Italia ed all'estero. Antonio Agresti was born in 1961 in the province of Latina but grew up in Naples where he graduated in Architecture. In 2004 she began producing a small newspaper collage and in 2012 the wall posters become the raw material for his works. In the following year it is proposed to the public with its first exhibition. In 2016 he closed his experience in public administration to organize his life and artistic activity differently. Antonio Agresti, who signs his collages as Agre, has exhibited in Italy and abroad. Mostre/Exibit: 2017 Emersione dal negletto – Sala Orsini – Formello (RM) 2017 Emersione dal Negletto - Formello (RM) 2017 tiny Biennale - Temple University of Rome 2016 Antonio Agresti collages - Le petit magasin – Nevers (F) 2016 S_TRACCIATI - Istituto Italiano di Cultura – Colonia (D) 2016 II Biennale d'arte della terra aurunca – Itri (I) collettiva 2015 RRT - studio ABW Warnant Architecture - Nevers (F) 2015 NNT - studio Emmepiquadroesse architetti associati - Roma (I) 2015 San Giuseppe A' Memoria - Itri (I) collettiva 2013 AGRE - Laboratorio della birra e del gusto “HOPSIDE” – Roma (I) 2013 SCARTi - Caffè letterario “FRANE” – Roma (I) 2013 CICATRICI - Libreria Feltrinelli - Latina (I) Per vedere le opere si prega di visitare http://agresticollages.blogspot.it/ https://www.facebook.com/antonio.agresti.984 Articoli http://www.dailygreen.it/news/i-collages-di-antonio-agresti-e-la-cultura-del-riciclo/

Statement

Il percorso artistico di Agre inizia e si fonda su materiale di comunicazione – corroso dal tempo e dal meteo, consumato e svuotato di senso dallo sguardo indifferente dei passanti – e lo risemantizza. Agre ne fa materiale per collage, in cui la sua formazione d’architetto ricerca nella forma e nella natura degli strappi le matrici di composizioni nuove, che conducono dalla superficie del foglio verso un nuovo immaginario di forme, colori e segni. L’artista si nutre di questi frammenti di comunicazione - così come delle suggestioni delle chiazze cromatiche e dei materiali poveri di Burri o della destrutturazione grafica dei lavori di Rotella - e li metabolizza componendoli in modo inedito e con rinnovata dignità d’esistere. Guarda le sue opere. Agre interpreta le chiazze di colore trattandole a secco come vere e proprie pennellate, utilizza lettere e fonts, accosta materiali tra loro lontani, accoglie da diverse fonti razionale e istintivo, decifrabile e astratto. Per restituire il tutto come opera d’arte che reca ancora le “tracce” del codice originario, ora trasformate in “tracciati” verso un nuovo significato. I frammenti di codici e i brandelli di materiali affiorano da una stratificazione che ha il sapore di archeologia metropolitana, ma va oltre la pietosa conservazione, il mettere sotto vetro per bloccare il degrado, per creare invece una nuova poetica intrisa di vitalità. “Cicatrici”, “S_Carti” e ora “S_Tracciati” sono i titoli di alcune mostre di Antonio Agresti. Questi titoli indicano bene gli elementi poetici che contraddistinguono il percorso dell’artista e sembrano suggerire altro: l’esperienza e vagamente la sofferenza – uno strappo non è mai indolore - della vita che nel farsi e consumarsi si arricchisce, e diviene, e scopre senso e valore. Paola Suardi The artistic journey of Agre starts and is founded on communication material - corroded by the passing of time and weather, consumed and deprived of meaning by the indifference of pedestrians – to which is given new meanings. Agre uses this material for his collages, which reveal his professional background. As an architect, he searches in the shapes and nature of the tear the matrix of new compositions, leading from the surface of the page to new imagery of forms, colors and signs. The artist nourishes himself with these fragments of communication – along with Burri’s chromatic spots and humble materials, and Rotella’s graphic de-constructions – metabolizing them, and re-composing them into original ways, for a renewed dignity of existence. Look at his body of work. Agre uses colors spots manipulating them into true and real brush strokes, utilizing letters and fonts, pulling together foreign materials, embracing ideas from different sources, in a rational and intuitive way, accessible and abstract. To give everything back in the form of art pieces which still keep “footprints” of the original codes, but are now transformed into “blueprints” towards a new meaning. The fragments of codes and the shreds of materials emerge from a stratification that is like metropolitan archeology, but goes beyond merciful preservation - placing under a glass to stop the decay – to create a new poetic drenched in a vital spirit. “Scars”, “Scraps” and now “Stripped” are titles of some of Antonio Agresti art shows. These titles well describe the poetic elements which identify the artist’s journey, and perhaps suggest something more: life experience itself and maybe suffering – because a “tear” is never without pain – which in its doing and consuming enriches itself, and becomes, and discovers its true meaning and value. Paola Suardi

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