His work is liked by:
Burning Giraffe Art Gallery, Ana Lima-Netto, Kulter., and 2 more


Noir
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My sister and I
From 1 to 13 #5
From 1 o 13 #3
Notebook 7, about darkness
Puellae (http://www.cristinagardumi.com/puellae)
From 1 to 13 #9
Manuale pratico di nascondimento per la fanciulla contemporanea

Cristina Gardumi

Lives and works at Pisa (Italy)

Born 29/12/1978

Curriculum

For further infos please visit www.cristinagardumi.com MOSTRE PERSONALI 2017 "IMPLUMA", Artinsolite /Teatro del Silenzio, Ex-asilo e finestre cieche, Lajatico (Pisa), a cura di Alberto Bartalini/ Carlo Alberto Arzelà, Italy. “Puellae” (ovvero “Educazione al nascondimento della fanciulla contemporanea”), a cura di Alessandra Ioalè, 79rosso art gallery, Firenze, Italia. 2016 ​”Il bosco è dentro”, solo exhibition curated by Luca Nannipieri, Viacavourcinquantasette, Pisa, Italia. 2015 “Mädchen/wrinkle vacuum elastomer/dry preservation of fairy damsels met in forest wide” curated by Alessandra Timossi & Maurizio Vallebona, a b o u t n e s s contemporary art, Genova, Italia. “Adults don’t exist/Gli adulti non esistono” solo exhibition, curated by Beatrice Giovannoni, Sala Dogana, Genova, Italia. 2014 “My little house”, residenza artistica domestica curated by Fulvio Ravagnani, Milano, Italia. 2012 “Girlbook_Boybook”, a cura di Chiara Pirozzi, Dino Morra Arte Contemporanea, Napoli, Italia. MOSTRE COLLETTIVE 2017 Pata rei, festival di Patafisica, Casalmaggiore (CR), Italy. The Palace International Film Festival, Wroclav, Poland. Tricky Women International Animated Film Festival, Kulturhaus, Vienna, Austria. 2016 La tela infinita, Centro Espositivo Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI), Italia. ​ AAF Affordable art fair, Milano ( Warsteiner Young Talents contest), Italia. “Carta bianca” curated by Anna Lisa Ghirardi @ AAB galleria, Brescia, Italia. 2014 “WATTEAU+WOW una fête galante”, ABOUTNESS CONTEMPORARY ART, curated by Maurizio Vallebona e Alessandra Timossi, Genova, Italia. “IFITRY artisti tra Italia e Marocco”, curated by Moustapha Romli, Centro Espositivo San Michele Degli Scalzi, Pisa, Italia. 2013 CELESTE PRIZE 2013, a cura di Ami Barak Spazio Fenaroli, Visitor’s choice award. 2013 CELESTE PRIZE 2013, Visitor’s choice award. ZOOART 2013 a cura di Michela Sacchetto, Giardini Fresia, Cuneo. “London Calling 2013”, curated by Factory art Gallery, Londra, Regno Unito. COMBAT PRIZE 2013, Museo Civico “Giovanni Fattori”, Livorno, Italia. SET UP, Fiera d’arte contemporanea indipendente, Autostazione, Bologna, Italia. 2012 BIENNALE DI CASABLANCA. The Others Art Fair, Le Nuove, Torino, Italia. “West End”a cura di Fabrizio Arcuri, MACRO Testaccio, Roma, Italia. Arte Laguna Prize 2012 a cura di Igor Zanti, Nappe dell’Arsenale di Venezia, PREMIO PITTURA. Artist residence, Centre d’art contemporain d’Essaouira, Marocco. 2011 “Premio Celeste 2011” a cura di Gabi Scardi, Alessandro Facente, Isabella Falbo, Museo Civico Archeologico, Bologna, Italia, PREMIO PITTURA.

Statement

LINK UTILI: http://www.cristinagardumi.com/manuale-pratico-di-nascondimento-de STATEMENT ITA/ENG Il disegno per me è lo strumento di un'indagine antropologica: mi aiuta a comprendere meglio la realtà che mi circonda, chi la abita, e me stessa come parte di questo grande quadro. Ciò che tutti condividiamo è il quotidiano. L'essere umano antico aveva miti che giustificavano in larga parte il suo sentire e lo confortavano. Noi oggi siamo una specie distratta, e ciò a qui possiamo appoggiarci è l'hic et nunc, con tutto il suo potenziale di instabilità e mutamento repentino. Quello che il disegno mi offre è una chiave di lettura di questa complessità. "Si tratta di cercare, attraverso alcuni umilissimi fatti mutuati dalla vita quotidiana, e posti fuori da ciò che costituisce oggi il sacro ufficiale (religione, patria, convenzioni morali), di svelare mediante alcuni fatti minimi il mio sacro e concorrere a fissare il limite a partire dal quale so di non muovermi più sul piano delle cose ordinarie, ma di essere penetrato in un mondo radicalmente distinto, diverso dal mondo profano quanto il fuoco dall'acqua. Simili fatti ebbero spesso la funzione di una lacerazione repentina di un velo, una breccia atta a far passare un mondo di rivelazioni." M.LEIRIS "Il sacro nella vita quotidiana" La costante frequentazione del reale rende le persone per lo più chiuse ai dettagli poetici e alle piccole rivelazioni. Perciò uso il disegno per mettere alla prova i fatti e le situazioni apparentemente più banali. Considero i miei lavori racconti brevi, ma anche esercizi di pensiero, e le serie di disegni che chiamo Libri o Books, piccoli manuali che offrono spunti di riflessione su diverse tematiche fondamentali. Uso le pagine staccate dai vecchi quaderni di scuola perché la carta più umile e "da lavoro" è la più adatta a portare il senso dei miei segni. Le preparo con il caffè per spogliarle della loro precedente funzione. Le griglie prestampate si sciolgono parzialmente e dove rimangono offrono appigli spaziali ai miei attori. I personaggi si muovono sulla carta come attori in scena, e incarnano ruoli più o meno ben definiti. Sono uomini e animali insieme perché lo Zoomorfo è per me l'immagine sintesi della creatura, un archetipo che ha in sé l'unico animale che conosce la colpa, e la bestia nelle sue più diverse manifestazioni e specie, ma pur sempre inevitabilmente innocente. La nostra coscienza riconduce questo tipo di personaggio invariabilmente al mondo infantile della favola (anche nel senso più classico del termine, basti pensare a Esopo o La Fontaine) e l'adulto tende perciò a classificare questo tipo di opera come "illustrazione per bambini"; una convenzione questa che viene utile quando si vuole insinuare una sottile inquietudine, un dubbio o un'ombra durante la pacifica fruizione di un'immagine. Nel corso degli ultimi tre anni ho lavorato anche con l'animazione, traendo ispirazione da William Kentridge e Blu, e ho creato i miei primi video, cercando di trasporre la stessa indagine che uso in pittura nel segno in movimento. La forma narrativa che il video impone si confà al mio bisogno di sintesi. Nell'ultimo anno ho testato nuovi supporti di grandi dimensioni, grandi carte veline lavorate al caffè e carte Canson, e ho affrontato il tema del rito di passaggio come imposizione e gioco sadico della società nella serie "13 scimmie/ 13 monkeys", esposta in solo show a Sala Dogana a Genova. ////////// For me, drawing is a kind of anthropological investigation – it helps me to better understand the reality surrounding me, who lives there, and myself as part of this bigger picture. I keenly feel the lack of that stability, that common foundation on which – according to social conventions – we build lives: a tribe, or religion, where we can recognise ourselves. We all share the day-to-day. Human beings in ancient times had myths and legends to reassure them and align their feelings with. Today we are absent-minded, with short attention spans – we grasp the here and now, with all its potential instability and sudden transformations. What I draw gives me a way of navigating this complexity. “It is a kind of search, through the humdrum minutiae of everyday life, places beyond those pertaining to the official concept of 'sacred' (religion, nations, moral conventions), to reveal my sacred with a few small actions, setting the boundary from where I no longer operate on the basis of the ordinary but I am penetrated by a radically different world, different to the ordinary world like fire is to water. These actions are like tears in a veil, a breach where a world of revelations can pass through.” M.LEIRIS "Il sacro nella vita quotidiana" [The sacred of everyday life] The constant encounter with the 'real' makes people more closed to the poetry of detail and to little revelations. I use drawing to highlight these activities and situations, which at first appear to be banal and inconsequential. I see my works as short stories, but also as thinking exercises. The series of drawings I called Books I see as little manuals providing points for reflection on various fundamental themes. I use pages from old school notebooks - this simple “workaday” paper is the most apt to convey the sense of my work. I treat them with coffee to purge them of their previous roles. The lines blur slightly, the spaces where they remain intact offering little foothold spaces for my “actors”. The characters move on the paper like actors in a scene, playing more or less defined roles. They are humans and animals together because I see this zoomorphism as the essential image of the creature, a type of being with the unique characteristic of feeling guilt, and the beast, in its diverse forms and species, always (inevitably) innocent. Our conscience invariably traces this character back to the childlike world of the fairy tale (also in the most classic sense of the word – think of Aesop's fables or Jean de La Fontaine), and adults tend to classify this type of work as children's illustration. This becomes a useful tool when one wants to introduce a subtle disturbance, a doubt, a shadow, during the otherwise innocuous creation of a picture. In the last three years I have also worked with animation, drawing inspiration from William Kentridge and Blu, and created my first videos, looking to transport the same investigative approach that I use in painting to the moving image. The narrative form that the video provides suits my need for synthesis. During the last year, I have tried out new large-scale formats: large coffee-treated sheets of tissue paper and Canson paper, and have worked with the theme of rites of passage as an societal imposition and sadistic game in the series “13 monkeys”, exhibited as a solo show at the Sala Dogana in Genova.

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